La riuscita dell’appuntamento di giovedì 27 maggio a difesa di Radio Blackout è sotto gli occhi di tutti. Una festa in musica e un appuntamento di comunicazione politico-culturale che ha portato in piazza Castello più di 20.000 persone. Un’iniziativa totalmente autorganizzata e autogestita che si è dimostrato un successo su tutta la linea, nonostante i maldestri tentativi di metterci i bastoni fra le ruote di una burocrazia ineditamente e oltremodo ligia a norme spesso interpretate molto più elasticamente.
La partecipazione, davvero senza precedenti, all’evento mostra che una parte significativa della città è ben conscia della posta in palio quando si parla di chiudere una voce libera. Una consapevolezza che partiva dai gruppi che si son prestati all’iniziativa, giù fino alle ultime file che riempivano anche l’ultimo centimetro quadrato di piazza Castello. Numeri che, a memoria dei presenti, nessuno ricorda per appuntamenti di questo tipo.
Kermesse simili organizzate dalle istituzioni non raggiungono questi risultati, arrivando a costare 5/10 volte tanto con l’utilizzo/prelievo di soldi pubblici.
Crediamo che la riuscita dell’evento sia da considerarsi un segnale importante. Una fetta di torinesi manda al sindaco della città e all’amministrazione comunale tutta un messaggio chiaro: radio blackout non può essere chiusa, né direttamente né indirettamente.
Siamo certi che tra il prima e il dopo dell’evento qualcosa è cambiato e che una politica seria (per quanto possa non piacerci, né noi piacere a lei) sa fare i conti con dei risultai inaspettati, soprattutto quando questi mettono sul tappeto una legittimità conquistata, evidente e corposa.
All’amministrazione comunale di questa città resta ora da fare una scelta: o continuare ad intesdardirsi in una battaglia contro una voce scomoda o accettare, più realisticamente, che questa continui il proprio quotidiano lavoro di contro-informazione e proposta culturale, seguita e ascoltata da una fetta consistente di torinesi.
Come redazione della radio (organo collegiale che decide collettivamente del funzionamento e della programmazione di radio blackout) ci teniamo innanzitutto a ringraziare tutti gli artisti che giovedì 27 maggio hanno suonato gratuitamente dal palco di piazza Castello: In ordine alfabetico: Africa Unite, Egin, El Tres, Fratelli di Soledad, Linea 77, Mao e i Santabarba, Monelli Antonelliani, Motorcity, Senso Doppio, Subsonica acoustic live, Rimozione Koatta, Zuli Mc e Zulù dei 99 Posse. Tutti quanti hanno interpretato al meglio lo spirito di quell’iniziativa, seguendone la costruzione anche fuori dal palco e dandosi disponibili per nuove iniziative. Significativi, a questo proposito, sono stati gli interventi/appelli che si sono susseguiti durante l’evento, fatti propri da ogni artista così come da tutti coloro che hanno parlato a testimonianza delle lotte e dei movimenti sociali a cui Radio BlackOut dà voce, a partire dai lavoratori e dai musicisti del Teatro Regio, fino al movimento dell’Onda, passando per il movimento NoTav, la campagna contro i Centri d’Identificazione ed Espulsione per gli immigrati, il comitato di quartiere Vanchiglia, le lotte dei lavoratori cassintegrati e precari, il sostegno alla libera informazione, il movimento a difesa dell’acqua pubblica. Come redazione di radio blackout ringraziamo e ci stringiamo una volta in più a queste battaglie che sono parte di noi e della nostra quotidiana programmazione.
Ed un ringraziamento anche a tutti coloro che da 18 anni ascoltano, diffondono e sostengono Radio BlackOut, e a tutti quegli artisti che avrebbero voluto portare anche il loro contributo al concerto.
Oltre 20000 persone in piazza; una diretta streaming video che ha visto connettersi sul sito infoaut.org oltre 1000 utenti, con una media di 120 connessi contemporaneamente; una diretta streaming audio, dal sito radioblackout.org, con in media 100 contatti; 3644 visite sul sito della radio nella sola giornata del 27 maggio; 3355 visualizzazioni del profilo della radio su myspace; 6377 iscritti alla pagina di Facebook della radio; 2094 visualizzazioni dei video caricati sul canale di youtube della radio; 9254 ascolti dei jingle realizzati da oltre 22 artisti attraverso la piattaforma di distribuzione di musica on line Soundcloud….
Questi i numeri e le cifre dell’iniziativa di piazza Castello. Un’iniziativa che si colloca, rappresentandone in un certo senso l’apice, all’interno della campagna “Spegni la censura, accendi Blackout” iniziata mesi or sono e volta a mettere in evidenza il portato sociale e l’importanza stessa dell’esistenza di Radio Blackout.
Di fronte a questi numeri ci chiediamo: cosa spinge una parte (peraltro minoritaria) dell’amministrazione comunale in carica a portare avanti (con insolita ostinazione) questa battaglia quasi personale contro la radio..?
Una prima risposta ci sembra ovvia: diamo fastidio! Ma questo è per noi riprova di un lavoro ben fatto e di una funzione critica che svolgiamo in città; su questo non abbiamo nessuna intenzione di fare retromarcia.
Su un altro livello ci sembra che il mancato rinnovo del contratto d’affitto risponda più ad un gioco delle parti con l’opposizione di destra, presentandogli sul piatto la liquidazione di Radio Blackout come posta in palio di una campagna di sgomberi conclusasi alle prime difficoltà. Una ben misera scelta quella di sacrificare una voce scomoda ma vitale per accontentare un branco di reazionari incapaci di qualsiasi altro programma.
Chiamparino e soci ci pensino: le elezioni per il nuovo sindaco sono alle porte e non sarà certo un bel finale chiudere la lunga esperienza da amministratore rischiando di venir ricordati come l’amministrazione che ha voluto chiudere la bocca ad una voce scomoda…
SPEGNI LA CENSURA, ACCENDI BLACKOUT!
LA REDAZIONE DI RADIO BLACKOUT
